martedì 28 ottobre 2008

The Mist


La domanda che ti poni alla fine del film sarà: horror geniale o horror di cattivo gusto.
Forse molto frettolosamente appena fuori dal cinema ho dato la seconda risposta; il finale non lo avevo per niente digerito. Il dietro le quinte di questo film si rivela in realtà di alto livello perché stiamo parlando di una pellicola nata dalla illustre mente
di Stephen King e dal suo più abile regista nel trasporre le parole in immagini Darambot. Un duetto che funziona perfettamente e che anche in questo film sembra abbia lasciato il segno. La trama è tratta da un racconto incluso nella raccolta "Scheletri" e parla
delle vite di normali cittadini di una piccola città che dopo aver subito la devastazione di una tempesta particolarmente violenta si ritrova avvolta in una nebbia anomala e misteriosa, in cui vivono delle creature mostruose e molto affamate.
La tragedia, il terrore, la paura delle vittime di turno hanno luogo in un supermercato in cui trova rifugio la gente del luogo. Uomini e donne con personalità molto diverse che di fronte ad una tale minaccia reagiscono diversamente ed in modo incontrollato.
L'attenzione dello spettatore non si sofferma sui mostri e sulla loro ferocia ma proprio sulle piccole lotte interne che si scatenano tra le individualità più forti. Quindi troveremo l'uomo claustrofobico, la fomentatrice religiosa, i soldati in missione speciale
ed il solito gruppetto di eroi a capo della resistenza contro le creature del male. Darabont non vuole ancora una volta parlare di mostri ma di come l'essere umano, di fronte ad una minaccia, abbandoni la solidarietà iniziale. Il fronte comune e compatto innanzi
ad un problema si frantuma in tante prese di posizione suggerite dall'ego, dalla condizione sociale, dalle ideologie delle persone. Il tutto fotografato con l'obietto di un razionalismo che però da diverse angolature presenta notevoli sfumature. Quindi non è più razionalismo.
Effetti speciali buoni ma non fondamentali nel film. Buona cura dei particolari dei mostri. Ottimo, devo ammettere, il trascinamento emotivo creato ad arte dal regista in diverse situazioni del film. Vi sentirete anche voi decisamente sollevati dalla morte
di una delle protagoniste.

  • Regia: Frank Darabont
  • Attori: Thomas Jane, Laurie Holden, Andre Braugher, Marcia Gay Harden
  • Durata: 127'
  • Anno di uscita: 2007
  • Genere: Horror
Come dicevo all'inizio il finale forse è la chiave di tutto il film: stavolta è l'eroe che ha sbagliato le proprie mosse?
Voto 2* a questo film poiché non sono un amante del genere mostri stile Terminator, Predator e compagnia. Però riconosco il merito di un film che non sia stato la solita carneficina ad alta tensione.

venerdì 24 ottobre 2008

Malèna


Ci troviamo in Sicilia durante la seconda guerra mondiale. Protagonista del film è una donna molto bella rimasta sola ad aspettare il marito partito per il fronte. Credendo il compagno morto Malèna (Monica Bellucci) si concede ad alcuni uomini che però non la vorranno mai vermente e finirà col diventare la prostituta preferita dagli ufficiali tedeschi.
Ci troviamo in un paesino della Sicilia dove il giudizio popolare è molto crudele e Malèna pagherà la sua sfrontatezza subendo un tragico pestaggio ad opera delle donne del paese. Con il ritorno del marito mutilato e stanco riacquisterà la propria dignità agli occhi della gente e la sicurezza di una vita modesta ma stabile.
Tutto ciò viene raccontato con gli occhi di un adolescente che vede in Malèna la donna dei suoi sogni, la sua compagna per la vita. Grazie al suo racconto non conosciamo il volto di una donna che si lascia andare a facili piaceri o a vie più semplici per raggiungere i propri obiettivi.
Riconosciamo bensì tutta la durezza della vita vissuta durante e dopo la guerra in uno scorcio di Sicilia che rappresenta un po' tutta l'Italia. In particolare siamo partecipi del dramma di una bella donna rimasta sola in balia di un mondo che la desiderava ma che mai l'ha saputa apprezzare per quello che era.
Ottima la regia di questo film ad opera di Giuseppe Tornatore e altrettanto superba la colonna sonora di Ennio Morricone. Buona anche la parte interpretata da Monica Bellucci, decisamente un passo in avanti per lei in fatto di recitazione.
La storia direi semplice, senza complicazioni, molto lineare, si segue senza problemi. L'idea, quella del ragazzo che spia Malèna, non è originale ma è stata ripresa molto bene da Tornatore che imita film come "C'era una volta in America" con Robert de Niro, tanto per citarne uno.
Quel che mi è rimasto impresso di questo film tra tante scene della bellissima Bellucci (ovviamente), è la particolare attenzione dedicata alla fotografia, ai colori, ai contrasti di luci e ombre. Molto gradevole per gli occhi e grazie a scelte cromatiche che inevitabilmente ci inducono a pensare un poco al nostro passato mi ha fatto ricordare alle birbonate che anch'io facevo da bambino.

  • Regia: Giuseppe Tornatore
  • Attori: Monica Bellucci, Giuseppe Sulfaro, Luciano Federico, Matilde Piana, Gaetano Aronica
  • Anno di uscita: 2000
  • Durata: 109'
  • Genere: drammatico, sentimentale
Dopo l'avventura un più internazionale con "La leggenda del pianista sull'oceano" ecco che Tornatore ritorna alla bellezza della semplicità dei film fatti in casa stile "Nuovo cinema Paradiso". Voto 4*.

mercoledì 15 ottobre 2008

La promessa dell'assassino


Ci troviamo davanti a un capolavoro. Freddo, cattivo, violento , appassionato e politicamente scorretto.
Provo a non esagerare ma davanti a pellicole di questo calibro non resta che rimanere a bocca aperta e innamorarsi del protagonista e del regista... non so se lo conoscete, è un certo David Cronemberg.
La vicenda si svolge a Londra dove un malavitoso russo controlla i traffici di droga della zona. Ai suoi ordini si trova il "semplice" autista Nickolai e il figlio Kirill. Nickolai si rivelerà essere un infiltrato con il compito di sgominare la banda criminale.
La storia parte con l'affidamento di un bambino nato in brutte circostanze, ad una ostetrica che si trova suo malgrado in un turbine di mafia, sfruttamento della prostituzione, violenza e omicidi.
L'aiuto di Nickolai sarà provvidenziale.
Lascia senza fiato la scena di lotta di Viggo Mortensen completamente nudo all'interno della sauna.
Mortensen, tra l'altro, in questa pellicola è da Oscar. L'interpretazione è memorabile. Consiglio vivamente di ascoltare il suo accento russo in lingua originale: gustosissimo.
La regia non lascia scampo. Ti ritrovi in una Londra brutta e sporca (degna dei migliori noir) e ti aspetti ad ogni cambio scena un colpo alla nuca.
Naomi Watts, alias Anna, è formidabile e molto credibile nella parte.
Ed ora arriviamo ad uno dei miei miti: Vincent Cassel. Mi chiedo cosa aspetta Tarantino a farlo partecipare ad uno dei suoi film... Come al solito Vincent che interpreta Kirill, è fantasmagorico nella parte del bastardo. E' talmente brutto, sporco e cattivo che ti viene da chiederti se nella vita reale sia davvero così. Ma ha sposato un angelo e questa è un'altra storia.
  • Regia: David Cronemberg
  • Attori: Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincet Cassel
  • Durata: 100'
  • Anno di uscita: 2007
  • Genere: Drammatico, Noir
Vista la mia passione per il regista, Viggo Mortensen e Cassel, faccio un pò fatica ad essere obiettivo. Non riesco a trovare grossi difetti nella pellicola se non una piccola, inutile sbuffata di buonismo verso la fine con la bimba in braccio a Cassel.
Attenzione che il senso del finale è da brividi...
Le 5*+ non gliele toglie nessuno.

Memento


Cominciamo col dire che come al solito, non è un film per tutti i palati. Lo potremmo mettere sullo scaffale al fianco di "The jacket" e "The butterfly effect".
La storia è molto originale e racconta di un uomo affetto da un grave problema mentale che non gli permette di memorizzare ciò che accade nel breve. Un disturbo, così detto, della memoria a breve termine. Per poter contenere i ricordi usa un sistema inventato da lui stesso: si tatua sul corpo le informazioni che riesce a carpire nel breve tempo in cui la memoria funziona e si sottopone a un misterioso metodo di "condizionamento".
Il protagonista di nome Leonard Shelby vive la sua vita con un solo obiettivo: uccidere l'assasino di sua moglie che oltretutto è anche il responsabile della sua terribile situazione.
Purtroppo il suo male lo rende facile preda di una serie di loschi individui (e qui da sottolineare la splendida interpretazione di Joe Pantoliano, il "bastardo" Cypher di Matrix) che ne approfittano e lo trasportano in una situazione la limite dell'assurdo... Ma la trovata rivoluzionaria della pellicola sta nella domanda "Chi sta usando chi?" e le risposte si moltiplicano man mano che il film avanza. O retrocede?
Sembro impazzito ma è proprio così. Il regista (Il genio di "Batman Begins") ci racconta la storia al contrario, rendendo tutto completamente confuso e stralunato ma perfettamente in equilibrio. Proprio come la mente di Leonard.
L'interpretazione di Pierce non è delle migliori ma guardabile. Strabiliante, nella parte a lui più consona, Joe Pantoliano ma lascia a bocca asciutta una Carrie-Ann Moss poco "pulp" nel ruolo che sarebbe più adatto forse a Uma Thurman...
  • Regia: Christopher Nolan
  • Attori: Guy Pierce, Carrie-Ann Moss, Joe Pantoliano
  • Durata: 114'
  • Anno di uscita: 2000
  • Genere: Drammatico,
La cosa automatica che succede alla fine del film è di prendere il telecomando del dvd e rivedere la prima scena... e si resta assolutamente stupiti! Regia da paura.
Da un punto di vista della storia "pura" il film deve essere rivisto almeno 2 volte. Da un punto di vista filosofico il racconto è una reinterpretazione della situazione umana per cui "Noi siamo quello che ricordiamo";Nolan ribalta completamente questa ipotesi con un deciso: "Noi siamo quello che decidiamo".
L'originalità della pellicola e la bravura del regista meritano un 5*+.

lunedì 13 ottobre 2008

La leggenda del pianista sull'oceano

Narra la storia di un geniale pianista, che è cresciuto e vissuto sempre a bordo di una nave: il trasantlantico Virginian. Il neonato venne ritrovato abbandonato in una cassetta di limoni della prima classe il primo gennaio del 1900. Il macchinista nero che decide di prendersi cura del bambino gli da il nome di Danny Boodman T.D. Lemon Novecento e lo cresce per i primi anni praticamente di nascosto all'interno della sala macchine. In seguito alla morte accidentale del padre adottivo, Novecento esce allo scoperto e conquista la simpatia di tutto l'equipaggio e soprattutto del capitano che ha sempre cercato di consegnarlo ad un orfanotrofio. Il suo talento era la musica, sapeva suonare il pianoforte come nessun altro e ben presto divenne la star dell'orchestra della nave. Durante le serate suonava per i passeggeri: per tutti indistintamente, dalla prima classe alla terza. Gli piaceva espirmere attraverso le note le emozioni di tutte le persone che vedeva, cercando di assecondare i loro sentimenti con la musica, con l'accompagnamento più adatto.
Sulla nave conosce il trombettista Max Tooney che diventerà il suo più grande amico. Max cercherà in tutti i modi di convincere Novecento che grazie al suo talento potrebbe diventare il più famoso musicista di tutti i tempi... però avrebbe dovuto scendere a terra. Nel frattempo le voci sulla sua bravura circolano e una casa discografica porta un intero studio di registrazione sulla nave per poter incidere un disco con le melodia del pianista. Anche un altro pianista, il famoso Ferdinand "Jelly Roll" Morton, lo sfiderà in un duello all'ultima nota. Sequenza molto entusiasmante del film. Ma Novecento non scenderà mai a terra. Neppure all'alba della istruzione della nave, che dopo anni di attività viene smantellata, Max riuscirà a convincere l'amico ad abbandonare il piroscafo.
Un altro capolavoro firmato Giuseppe Tornatore ed Ennio Morricone che in questo film hanno probabilmente raggiunto la perfezione. Lo testimoniano i numerevoli premi: un Golden Globe per la colonna sonora, un Guild Film Award come miglior film straniero, sette David di Donatello (regia,colonna sonora, sceneggiatura, scenografia, costumi, produttore, premio spiciale della giuria) , cinque nastri d'Argento (regia,colonna sonora, fotografia, scenografia, costumi) , un European Film Awards.

  • Regia: Giuseppe Tornatore
  • Attori: Tim Roth, Pruitt Taylor Vince, Bill Nunn, Harry Ditson
  • Durata: 170'
  • Anno di uscita: 1998
  • Genere: drammatico
  • Musiche: Ennio Morricone
Film molto coinvolgente, che mi ha lasciato con il fiato sospeso fino alla fine anche se il finale un po' triste. La trama è stupenda e la realizzazione fantastica. Il film è lungo ma non è assolutamente noioso. Inoltre merita di essere visto e rivisto anche per la stupenda colonna sonora. Voto questa pellicola (5+) cinque stelle più!!! Ancora un ottimo esempio di cinema all'italiana!

giovedì 9 ottobre 2008

Miracolo a Sant' Anna

Questo film ha sollevato molte critiche sia in Italia che in America. Sicuramente non saranno le ultime e Spike Lee farà parlare di sé per quest'opera per molto tempo ancora. Esordisco questa recensione dicendovi: andate a vederlo! Vi assicuro che rimarrete scossi da questa visione come lo sono stato io. In bene o in male, non rimarrete indifferenti di fronte a questa pellicola. Narra l 'eccidio di 560 civili innocenti avvenuto il 12 agosto 1944 in un paese della Toscana chiamato Sant'Anna di Stamezza. Uno dei tanti in Italia in quel periodo. Fu un crimine contro l'umanità commesso dai tedeschi con la complicità di personaggi locali nella cui coscienza albergava la necessità di sopravvivere all'inferno della guerra ad ogni costo. In questo film si intrecciano storie importanti che a mio modo di vedere sono state fuse insieme molto sapientemente. Premetto inoltre che per la complessità delle trame è stato fatto un lavoro egregio. Si parla di un'Italia divisa tra fascisti e partigiani, dell'America che per la prima volta manda un battaglione composto solo di soldati "negri" a combattere in prima linea. Temi di grande impatto sociale: gli stessi tedeschi non vengono dipinti solo ed esclusivamente con i tratti dei cattivi da cui proviene tutto il male. In fondo il film vuole ricordare all'America il valore dei suoi soldati che non ha mai saputo apprezzare e all'Italia la tragica quanto a tratti offuscata guerra partigiana. Un monito alla memoria. Tutti questi elementi sono tenuti insieme dalla presenza di due figure quasi mistiche: un bambino (Angelo) e il gigante di cioccolata (il soldato Train). E poi c'è anche quella testa di una statua che ornava un ponte di Firenze. La rappresentazione del passato che non va dimenticato. Il fatto accaduto di per sè non rappresenta il tema del film, quindi mi dissocio da tutte quelle critiche che hanno come oggetto la ricerca delle inesattezze storiche. Ho apprezzato invece il tentativo del regista di dimostrare che a volte l'umanità delle persone va oltre le barriere imposte da una guerra, dalla differenza del colore della pelle, dalla religione. Geniale in questo senso la sequenza in cui Tedeschi, Americani, Italiani pregano tutti allo stesso modo. Di fronte alla morte siamo tutti uguali.

  • Regia: Spike Lee
  • Attori: Derek Luke, Michael Ealy, Lax Alonso, Omar Benson Miller, Pierfrancesco Favino, Valentina Cervi, Matteo Sciabordi.
  • Durata: 160'
  • Anno di uscita: 2008
  • Genere: Drammatico, guerra
Preparatevi ad un film lungo, dura quasi tre ore. E non aspettatevi che sia una passeggiata, è difficile da digerire ed alcune scene soprattutto quelle dell'eccidio sono molto cruente.
Voto: **** (4) stelle

venerdì 3 ottobre 2008

Seta

Seta è tratto dal romanzo omonimo di Baricco. Ambientato in Francia verso la metà dell'800, è il racconto di un uomo che viaggia per il mondo alla ricerca di uova di baco da seta per poter far prosperare il paese in cui vive. Hervé (il nome del viaggiatore protagonista) è sposato con Helene ma i suoi viaggi verso il Giappone lo porteranno a tradirla; più con la mente che con il corpo.
Il film prende vera forma verso la fine, per cui consiglio di aspettare perché ad un certo punto è davvero molto emozionante.
La pellicola non è un capolavoro come vorrebbe atteggiarsi ma è fatta molto bene. I protagonisti, anche se non molto caratterizzati, sono davvero bravi. Sottolineo la prova di Michael Pitt che mantiene una incredibile non-espressione per tutto il tempo.
I paesaggi e le ambientazioni sono da togliere il fiato.
  • Regia: François Girard
  • Attori: Michael Carmen Pitt, Keira Knightley
  • Durata: 112'
  • Anno di uscita: 2007
  • Genere: Drammatico
La Knightley, pur essendo molto brava, continua a rimanere nel mio limbo degli "attori per caso"; ottima prova ma è troppo sempre uguale a se stessa. In "Seta" lei è Keira Knightley, non Hèléne Fouquet.

giovedì 2 ottobre 2008

La mummia - La tomba dell'imperatore dragone

L'ultimo episodio della saga presenta delle novità importanti mentre la formula di base rimane la stessa. Rispetto ai precedenti film usciti a partire dal 1999 la differenza più evidente è sicuramente l'ambientazione che si sposta dall'Egitto alla Cina. Dietro le quinte invece possiamo notare che le redini della regia sono state prese da Rob Cohen (già regista di "The Fast and the Furious" e "XXX") che ha contribuito a dare ritmo e spettacolarità alle riprese in cui non mancano effetti speciali nel complesso buoni ma non esagerati.
Bella la fusione che viene fatta con il mondo orientale anche dal punto di vista del cast. Un ottimo Jet Li interpreta l'imperatore (la mummia in questo caso) mentre la presenza di una sempre splendente Michelle Yeoh (la possiamo ricordare in "La Tigre e il Dragone", "Memorie di una Geisha" e la ritroveremo in "Babylon A.D.") rappresenta il contatto tra gli O'Connel e le sconosciute antiche tradizioni cinesi. Da notare anche la presenza di Isabella Leong, poco nota al grande schermo ma in Cina è considerata una stella nascente tanto che a soli 19 anni ha già vinto alcuni premi molto importanti agli Hong Kong film Awards. Tenetela d'occhio. La trama segue gli schemi dei precedenti episodi, un misto tra azione, avventura ed ironia. Gli O'Connel che hanno l'occasione di fare un viaggio in Cina per consegnare un'antico e prezioso reperto, una mummia un po' incazzata che si risveglia dopo 2000 anni con sete di vendetta e l'ambizione di conquistare il mondo. Se vi ponete nella condizione di non aspettarvi un film dai contenuti filosofici o storicamente interessanti sicuramente vi divertirete.
  • Regia: Rob Cohen
  • Attori: Brendan Fraser, John Hannah, Jet Li, Maria Bello, Michelle Yeoh, Isabella Leong
  • Durata: 114'
  • Anno di uscita: 2008
  • Genere: Avventura, azione



Il mio voto complessivo è di 3 stelle in quanto ha esattamente soddisfatto le mie aspettative: cioè il film addatto per passare una serata in spensieratezza e poco impegnativo. Di certo l'innovazione non è da ricercare nella trama del film ma nei nuovi contesti e nel tentativo da parte della regia di dare un ritmo incalzante alla pellicola. Intento sicuramente raggiunto.
Forse un po' ingenerosi gli americani che invece hanno decisamente bocciato questo film.