mercoledì 2 marzo 2011

Hunger (2009)

Cinque persone si risvegliano in una specie di caverna completamente al buio. Dopo una breve conoscenza la luce ritorna e la verità si spalanca violenta sulle loro coscienze offuscate: sono prigionieri sul fondo di un pozzo senza cibo, acqua a sufficienza per due mesi e un orologio che scandisce il passare dei giorni. Chi li tiene intrappolati li sotto? Per quale motivo?
Il tempo passa e la fame aumenta. 

All'inizio Hunger si confonde facilmente con il primo Saw. Poi, già dai primi minuti la faccenda cambia e il racconto diverge verso un genere molto differente, più antropologico. Il film infatti racconta di un sadico esperimento condotto da un losco individuo su cinque persone inconsapevoli, lasciate senza cibo per una quantità indefinita di giorni, allo scopo di estrarre l'essenza selvaggia e perversa che dimora nell'animo umano.
Il regista Steven Hentges che finora ha diretto e autoprodotto qualche corto, porta avanti la sceneggiatura con competenza, senza aggiungere nulla di personale, come un bravo scolaro.
Risulta d'impatto la progressione luminosa nell'antro dove sono prigioniere le cavie che parte dal buio pesto, all'inizio, fino al sole accecante, nel finale.
Gli attori non brillano per le interpretazioni ma Lori Heuring, alias Jordan, è davvero affascinante e possiede uno sguardo profondissimo che viene sfruttato alla perfezione da Hentges.
La storia non è così originale ma lo sceneggiatore cerca di enfatizzare a modo suo alcuni punti come la metamorfosi dei personaggi da persone normali a belve feroci e la motivazione profonda che spinge lo scienziato a compiere l'esperimento.
Proprio la “motivazione” è una delle questioni meno riuscite nel film. La vicenda gira tutta intorno all'infanzia del “dottore” viziata da un terribile incidente, con continui flashback che ripercorrono l'episodio. La situazione risulta poco credibile e trattata con una leggerezza narrativa che stona con l'intero contesto.
Le scene di antropofagia e violente, in genere, sono ben fatte e non cadono mai nello splatter alla Saw, lasciando un buono spazio alla fantasia dello spettatore. Imperdibile la sporca scena di sesso che viene abilmente introdotta per spiegare come Anna, l'altra ragazza oltre a Jordan, creda di avere il controllo sullo pseudo-leader Luke. In realtà fanno solo il bieco gioco dello scienziato. Nessun leader, nessun controllo. Solo fame.
Il film si lascia guardare nonostante non venga rispettata la biologia umana a dispetto del racconto. Non si capisce, in effetti, come sia possibile che una persona possa rimanere in vita senza nutrimento per più di trenta giorni, ma si sa, a volte bisogna superare certi limiti per arrivare alla fine...
Purtroppo la parte peggiore dell'opera è proprio il finale che non chiude il cerchio ma pone una serie di quesiti inquietanti che non avranno mai risposta: che forza è necessaria per conficcare un osso (non appuntito) nell'addome di uomo? Quali superpoteri possiede Jordan?
In mano a un regista più smaliziato e uno sceneggiatore più lineare Hunger sarebbe diventato un prodotto discreto. Prima prova bruciacchiata per questo giovane regista, ma rimaniamo in attesa di un suo nuovo lavoro.
Piccola annotazione da incazzo: nelle locandine pubblicitarie si vedono la Heuring mezza nuda, un seghetto insanguinato e i giorni che passano segnati col sangue su un muro... mi sa che forse esiste un'altra versione di Hunger perché quella che ho visto io non contiene nessuno di questi elementi, come mai?!

8 direzioni:

  1. Ottima recensione, sicuramente migliore della mia perchè meno accanita e più ragionata. In effetti a livello narrativo non è un clone spiaccicato di Saw, anche se il mercato ha tentato ad ogni costo di presentarcelo come tale e facendo crescere in me ancora maggior disprezzo verso di esso. Il difetto principale resta comunque questa cozzatura tra velleità realistiche e finale totalmente inverosimile. Grazie per la tua ormai costante presenza sul mio blog ;) Saluti!

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  2. Grazie mille... ma ferma tutto! Non cominciamo con "la mia è migliore della tua". Se avessi anche solo metà della bravura di penna e la cultura che contraddistingue te e i vari blogger che seguo, allora sì che si potrebbero fare confronti... per il momento mi limito a esprimere la mia opinione nel miglior modo che conosco e cerco di imparare più che posso.
    Seguirti è un piacere. A quando il prossimo "Orrore ignoto"?

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  3. Eheh però è vero, la tua rece ha colto più specificatamente i difetti del film, comunque ti ringrazio per la stima che nutri nei miei confronti ;) Il mio blog per il momento è in pausa, almeno fino al 10 marzo per problemi di studio, ma dopo questa data dovrebbe ripartire! Alla prossima ;)

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  4. Beh, in bocca al lupo, allora.

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  5. Bellissima l'immagine del nuovo template. Complimenti! Adesso leggo la rece, poi commento su di essa :)

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  6. Bella recensione, molto chiara. Il film l'avevo sentito nominare, ma non l'ho visto. Comunque ti dirò che cominciano a stufarmi le storie "saw-iesche" del cattivone che rapisce i malcapitati per fare i suoi esperimenti sadici. Ci vorrebbe aria nuova nel Perturbante Cinéma. A presto.

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  7. @Angelo: in effetti qua siamo tutti perfettamente allineati su questo aspetto del "già visto". Sono il primo a usare il motto "something new, please" ma cosa vuoi, ti aspetti sempre qualcosa di buono e poi...
    Grazie per l'immagine. Sto cercando di rimestare un pò la grafica del blog ma ci vuole un sacco di tempo.

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  8. Certo, ma infatti non sto dicendo di visionare solo certi film e altri no, per carità. Poi sicuramente succede che ti capita di vedere delle ciofeche scarafonoidi di brutto. Ma esistono anche quelle :)

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