giovedì 15 novembre 2012

The Barrens (2012)

La famiglia allargata dei Vineyard, composta da papà Richard con suo figlio Dannye da mamma Cynthia con sua figlia Sadie, decide di trascorrere qualche giorno di campeggio presso il parco del New Jersey Pine Barrens. La vacanza si trasforma velocemente in un incubo, causato dalla rapida discesa verso la pazzia di Richard. Ma è davvero tutto come sembra? Tant'è che il parco in questione è famoso proprio per la leggenda che lo etichetta "patria del Jersey Devil".

The Barrens è il nuovo film diretto da Darren Lynn Bousman che gli appassionati ricordano per la sua stravagante carriera costellata da titoli come Saw II, Saw III, Saw IV, Repo!, 11-11-11 e il famigerato remake di Mother's Day. Però non vi allarmate subito. Infatti possiamo tranquillamente dire che Bousman non è un cattivo regista e che grazie alle sue incursioni horror Hollywoodiane, più o meno riuscite, oggi possiamo godere di qualche titolo perturbante in più. Poi lo si può amare o odiare, ma non intendo approfondire l'argomento. Credo anche, che dopo il buon Saw II, il tonfo clamoroso di 11-11-11, che lo vedono anche come sceneggiatore, si meriti una parte del mio rispetto con questo nuovo film, in cui si diletta ancora nella scrittura, con risultati altalenanti ma più che soddisfacenti.
Qui si abbandonano alcuni cliché classici per addentrarci in un thriller\horror psicologico che non sarà avaro di sorprese. L'ottima interpretazione di un Stephen Moyer (Il Bill di True Blood) in stato di grazia, rendono la visione estremamente piacevole. La sceneggiatura si discosta subito dal survival-ino dei bei teenager in vena di essere ammazzati velocemente e crudelmente, e si immette molto diligentemente nei meandri della psiche malata di Richard. La recitazione di Mia Krshner (Cynthia), Peter DaCunha (Danny) e Allie MacDonald (Sadie) è molto mediocre. Da segnalare la breve apparizione di Shawn Ashmore (Dale), fantastico protagonista del recente, violentissimo, The Day e di quel gioiellino che fu Frozen, nonché gemello di Aaron, protagonista delle ultime serie del mitico Warehouse 13.
Il film parte con dei titoli di testa meravigliosamente accompagnati da una musica country che racconta a grandi linee la leggenda del Jersey Devil. A seguire, una veloce carrellata sulla famiglia Vineyard. Subito si intuiscono i problemi interni a questo gruppo di persone. Infatti il padre, stressatissimo e sull'orlo di una crisi nervosa, insiste troppo su una vacanza che gli altri membri non sembrano troppo propensi a partecipare. A complicare la faccenda c'è anche la sparizione del cane Oscar che porterà l'intera vicenda a dei risvolti a dir poco grotteschi. Molto à la Palahniuk.

L'entrata nel parco è ben orchestrata con il fuoco comune che farà da spunto per raccontare la terribile storia del Jersey Devil con tanto di scherzone non gradito da papà Vineyard che deciderà di trasferirsi più all'interno nei boschi del Pine Barrens. Da qui in poi sarà un continuo alzarsi della tensione e del terrore. Terrore che prende velocemente forma di malattia mentale, muta in malattia reale e ci trascina verso il finale con uno swing di ottima fattura.
In The Barrens vengono accontentati i fanatici della natura selvaggia, gli amanti dell'horror e una buona fetta di thrilleristi dai gusti veraci.
In tutto il film si respira un'aria densa di incomprensioni profonde tra Richard e il resto del mondo, che dipinge molto bene questo personaggio rendendolo molto simile al Jack Torrance di Shining, ma con meno spessore perturbante.
La scoperta di almeno tre animali morti sventrati nel corso della pellicola rendono la visione piuttosto dura in alcuni tratti ma aiutano la sceneggiatura duale, che prostra il padre pazzo da una parte e la possibile esistenza del diavolo dall'altra.
Spesso Richard sogna questa creatura che sembra seguirlo per tutti i boschi. La bestia potrebbe essere il Jersey Devil ma chi può dirlo con certezza? Rimane il fatto che il mostro è stato pensato molto bene e, pur essendo chiaramente (e sfortunamente) un fantoccione, fa il suo sporco lavoro.
Qualche grosso difetto si nota nella povertà dei mezzi che è sicuramente dovuta a un budget risicato. La creatura sembra uscire da un b-movie di bassissima caratura ma ci si deve accontentare, visto che comunque la storia regge bene la visione.
L'ultima mezz'ora si trasforma in un survival dove Cynthia, Sadie e il piccolo Danny sfuggono da un uomo in preda ad allucinazioni e che potrebbe aver scambiato la realtà per un posto abitato da un terribile demone.
Il finale è architettato alla perfezione e stravolge molto verosimilmente l'intera vicenda che fino a quel momento era retta dalle fantasie malate di Richard.
Gli omaggi a The Blair Witch Project si sprecano. Ad esempio la tenda distrutta e vuota che i protagonisti troveranno lungo il loro cammino, potrebbe davvero essere quella di Heather, Josh e Mike...
Un film molto ben costruito per avere un budget piuttosto basso ed essere stato girato in soli venti giorni sotto una pioggia scrosciante. Una visione obbligata per gli amanti di Bousman che potranno apprezzare una svolta meno splatter e più impegnata di questo regista che senza Wan riesce a lavorare meglio e più liberamente. Per tutti gli altri un b-movie ben girato, senza guizzi particolari ma con una storia non banale e mai noiosa.

17 commenti:

  1. Ho sempre pensato che Bousman riesca a dare il suo meglio senza Wan e quello che scrivi me lo dimostra. Strano che l'interpretazione della Kirshner sia mediocre, di solito, la tipa non è male come attrice, si vede che in questo caso era poco ispirata.
    Sarà stata colpa del tempo sotto cui sono stati costretti a girare, tu che dici?

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    1. Si, a me Wan non piace proprio. E Bousman se si fa tutto da solo riesce anche a produrre qualcosa di buono. La Kirshner mi sa che recita maluccio non tanto per il tempo, quanto per la brevità del girato. Pensa che il 90% delle scene del film sono state confermate al primo ciak... e poi sono stati aggiunti circa altri 15 minuti di film in montaggio per allungare gli 85 iniziali.

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  2. ok me lo segno!
    avevo molto apprezzato mother's day che però non aveva scritto lui, quindi una chance la do molto volentieri.
    ma invece sto The Day com'è?

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    1. Poi fammi sapere!
      Io M's Day l'ho un pò schifato perché è un remake poco sentito e l'originale spacca di brutto. The barrens è un "filmino" ma si fa guardare volentieri.
      The Day è stratosferico. Cattivo. Speranza zero. Morti a valanga, senza distinzione di età o sesso. Fucilate e macetate a iosa. Cosa dici, che mi sia piaciuto? ;)

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    2. ok vado di corsa su the day. sei stato parecchio convincente :D

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  3. Bella e intensa recensione, come a solito. Poi è vero, come dicevi, che abbiamo citato entrambi Jack Torrance senza saperlo. Questo film però, rispetto a "Sinister" mi sembra decisamente migliore. Cercherò dunque di recuperarlo. A presto!

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    1. Grazie mille. Diciamo che è poco perturbante ma si presta a una visione senza troppe pretese. Un paio di bei swing aiutano a tirare su le sorti di questo b-movie.

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  4. Appena visto, madò, terrificante, di una banalità sconcertante e tutto votato a un twist finale gestito malissimo. Poi buchi enormi, gente che scompare nel bosco e nessuno che se ne preoccupa, lui che già inizia a sclerare e i famigliari a seguirlo tranquillamente, e soprattutto i cellulari, i cellulari che PRENDONO anche se sono dispersi nel bosco e soprattutto non si scaricano mai! Ma come ha fatto a piacerti? ;)

    Dopo Scary or Die e questo ho deciso che non sei più mio amico, non seguirò più le tue rece e ti toglierò dal blogroll! XDXD

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    1. Simone... simone... guarda, non ricordo nessuno con questo nome, sono spiacente. Ne ricordo uno che scriveva dei bei libri ma non capiva una cippa di horror, sei forse "quel" simone? XD
      Cmq siamo pari con quel polentone da due ore di chaw... santo cielo, è proprio vero che i gusti sono gusti...

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  5. Ciao Eddy, ti volevo chiedere se hai qualche idea su cosa sia successo al nostro amico blogger Tall Man's Lair. Sono dieci mesi che non posta più niente e che non risponde ai commenti. Ciò mi preoccupa. Cosa ne pensi? (Magari però non ha più voglia o tempo di tenere il blog, più semplicemente).

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    1. Niente di grave. L'ho sentito in pv. Ti faccio sapere.

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  6. Ti ringrazio molto, Eddy, dell'informazione che mi solleva lo spirito. Attendo nuove da parte tua :))

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  7. Mio caro: inviata mail, successfully :)

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  8. ...la tua rece come smpr invoglia a vederlo, ma...no, mi spiace, proprio non mi è piaciuto, lasciato a metà e senza rimpianti...non so, forse non sarò dell'umore giusto per questo genere di film ma proprio non sono riuscita ad andare avanti...sarà x la prossima, suppongo e spero! ;)

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    1. No, ci mancherebbe! Neanche a Simone è piacuto... sai, magari posso aver beccato un bell'abbaglio ;) Mica sono la bocca della verità, eh! Piuttosto sarebbe interessante sapere perché non ti sia piaciuto.

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