lunedì 26 novembre 2012

The Day (2011)

Un gruppo di cinque ragazzi, tre uomini e due donne, vaga senza meta per una prateria di un mondo che sta lentamente morendo. Il cibo scarseggia e l'unico modo per poter sopravvivere è quello di nutrirsi delle ultime prede animali.  Peccato che anche l'uomo faccia parte di questa specie. Riusciranno i nostri eroi a fuggire da nemici pronti a mangiarli come fossero maialini da ingrasso?
Il problema è che buoni e cattivi si mescolano in un brodo oscuro che potrebbe nutrire nessuno.

Grazie a questo signore qui per avermi ricordato che ce l'avevo in standby.

Violenza. Sangue. Morte. Speranza zero. Questo in soldoni il contenuto di questo The Day che è la miglior sorpresa che mi sia capitata a tiro negli ultimi sei mesi, almeno. Non rientra nella mia amata scatola dei "film cazzoni doc" solo perché di scanzonato non c'ha proprio nulla. Il film, pur rimanendo nell'area del buon intrattenimento, non perde mai quell'onda di depressione che ben si addice ad un racconto post-apocalittico. La pellicola si avvicina molto allo splendido "The road", che ho amato alla follia, e si allontana chimicamente da quel tugurio che fu "The divide".
Il film è sostanzialmente un western post-apocalittico dove il tema principale è l'assedio. I protagonisti della vicenda non sono stereotipati in nessun modo e già questo rende la visione estremamente vivace e interessante. Peraltro in soli novanta minuti le figure principali vengono sviluppate in maniera eccellente, tanto che è facile in alcuni punti cominciare con il tifo da stadio.  Ci sono delle idee nel film che lo rendono di una cattiveria estrema e che mi sono piaciute da morire. Tanto per intenderci, nel cast troverete anche Dominic Monaghan, il cantante rock di Lost, che pur essendo la facciata marchettara di tutti i poster, non sarà difficile che vi venga un colpo al minuto trenta, soprattutto se siete suoi fan.

giovedì 15 novembre 2012

The Barrens (2012)

La famiglia allargata dei Vineyard, composta da papà Richard con suo figlio Dannye da mamma Cynthia con sua figlia Sadie, decide di trascorrere qualche giorno di campeggio presso il parco del New Jersey Pine Barrens. La vacanza si trasforma velocemente in un incubo, causato dalla rapida discesa verso la pazzia di Richard. Ma è davvero tutto come sembra? Tant'è che il parco in questione è famoso proprio per la leggenda che lo etichetta "patria del Jersey Devil".

The Barrens è il nuovo film diretto da Darren Lynn Bousman che gli appassionati ricordano per la sua stravagante carriera costellata da titoli come Saw II, Saw III, Saw IV, Repo!, 11-11-11 e il famigerato remake di Mother's Day. Però non vi allarmate subito. Infatti possiamo tranquillamente dire che Bousman non è un cattivo regista e che grazie alle sue incursioni horror Hollywoodiane, più o meno riuscite, oggi possiamo godere di qualche titolo perturbante in più. Poi lo si può amare o odiare, ma non intendo approfondire l'argomento. Credo anche, che dopo il buon Saw II, il tonfo clamoroso di 11-11-11, che lo vedono anche come sceneggiatore, si meriti una parte del mio rispetto con questo nuovo film, in cui si diletta ancora nella scrittura, con risultati altalenanti ma più che soddisfacenti.
Qui si abbandonano alcuni cliché classici per addentrarci in un thriller\horror psicologico che non sarà avaro di sorprese. L'ottima interpretazione di un Stephen Moyer (Il Bill di True Blood) in stato di grazia, rendono la visione estremamente piacevole. La sceneggiatura si discosta subito dal survival-ino dei bei teenager in vena di essere ammazzati velocemente e crudelmente, e si immette molto diligentemente nei meandri della psiche malata di Richard. La recitazione di Mia Krshner (Cynthia), Peter DaCunha (Danny) e Allie MacDonald (Sadie) è molto mediocre. Da segnalare la breve apparizione di Shawn Ashmore (Dale), fantastico protagonista del recente, violentissimo, The Day e di quel gioiellino che fu Frozen, nonché gemello di Aaron, protagonista delle ultime serie del mitico Warehouse 13.

mercoledì 7 novembre 2012

Excision (2012)

Nella tipica famigliola perfetta americana ci sono due piccoli nei che di nome fanno Grace e Pauline, due sorelle adolescenti. La prima gravemente malata di fibrosi cistica, la seconda una ragazza problematica. La vicenda gira attorno a Pauline che con i suoi comportamenti antisociali e anticonformisti rende il rapporto con la terribile madre Phyllis, sempre più prossimo alla catastrofe. La faccenda si complica quando la nostra protagonista decide di testare la sua sessualità. Sarà l'inizio della fine.

Quando ho deciso di guardare Excision mi sono preparato, birra alla mano, con le migliori aspettative di trovarmi davanti a un bel film da godimento splatteroso e invece mi sono trovato a guardare un nuovo "American beauty" in versione emo-cool. Un disastro. Purtroppo la pellicola è piuttosto noiosa e di horror ci sono solo i poster e il marketing selvaggio. Eh, sì, perché se qualche appassionato si cerca su Google qualche immagine relativa al film, si troverà di fronte una serie infinita di gore che però non c'entra nulla con Excision. E pure il titolo è fuorviante! infatti l'escissione di cui si parla è quella pratica terribile che viene spesso associata all'infibulazione, ma neanche una analisi più profonda mi ha fatto capire cosa c'entrasse questa pratica con il film. Probabilmente qualcuno avrà l'intelligenza necessaria a spiegarmelo.
Partendo da questi buonissimi presupposti ci troviamo di fronte un film con una sceneggiatura traballante e imprecisa, una trama inverosimile e una regia, anche buona, ma che non riesce a trascinare mai la visione nel punto esatto. Eppure il regista e sceneggiatore Richard Bates Jr. viene considerato uno degli artisti emergenti più promettenti di Hollywood. Va bene, vorrà dire che presto dirigerà Transformers 4...
Ma torniamo a noi. Excision cerca di mordere lo spettatore in tutti i modi possibili usando trucchetti poco incisivi. Ci sono almeno sei o sette scene che con un regista meno egocentrico sarebbero potute diventare dei piccoli cult.
Il film è fondamentalmente un drammone condito di siparietti horror. In tutto ci saranno più o meno una quindicina di minuti di scene pseudo-horror che vanno dall'ospedale sexy-splatter (Pauline vorrebbe studiare medicina) alla necrofilia spiccia.